Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato - parte 3.2

Club Death Judaica - I massacri bolscevichi

Il nuovo ordine mondiale ebraico (The Jew World Order)

Nel 1919 il Senato degli Stati Uniti aprì un comitato di inchiesta sulla propaganda bolscevica. Un insegnante americano di nome R.B. Dennis che lavorò come insegnante in Russia durante la rivoluzione dichiarò che i dirigenti bolscevichi erano tutti "ebrei" che in precedenza avevano vissuto in America. Un banchiere americano di nome William Welsh che lavorò in Russia tra il luglio del 1916 e il settembre 1918, parlò al comitato: "Potrebbe essere di comune interesse spiegare il fatto che la maggior parte dei dirigenti bolscevichi sono ebrei, al fine di evitare malintesi. In Russia è ben noto che tre quarti dei dirigenti bolscevichi sono ebrei."

Poco dopo la rivoluzione bolscevica, l'ambasciatore americano in Russia inviò una delegazione a Washington che confermava che la maggior parte dei dirigenti bolscevichi erano ebrei esiliati precedentemente in America per attività rivoluzionarie: "La maggior parte dei leader bolscevichi sono ebrei e il 90% tra di loro sono ebrei tornati dall'esilio. A questi ebrei non interessa della Russia o qualsiasi altro paese, sono internazionalisti e stanno cercando di avviare una rivoluzione sociale in tutto il mondo."

Mr. Summers, il console generale degli Stati Uniti a Mosca, il 2 Maggio 1918 inviò un telegramma al segretario di Stato a Washington DC dichiarando: "Il dominio ebraico predominante nel governo sovietico tende ad alimentare sentimenti anti-ebraici tra la popolazione, fatto per il quale, saranno portati a vedere i tedeschi in arrivo come liberatori."

Nel 1919 il parlamento britannico compilò un libro bianco sul bolscevismo intitolato "Russia Nr. 1 - Una raccolta di segnalazioni sul bolscevismo in Russia". In esso troviamo informazioni sul fatto che il bolscevismo venga raffigurato come un movimento portato avanti dagli ebrei e disprezzato dal popolo russo. Quelle che seguono sono alcune delle citazioni più importanti di questo documento relative al coinvolgimento degli ebrei nella creazione del bolscevismo in Russia.

Le pagine riguardanti il coinvolgimento da parte degli ebrei nella creazione del bolscevismo sono le seguenti 6, 23, 28, 32, 33, 41, 57, 65, 68, 78 - a pagina 6 (del documento, non il pdf) troviamo un telegramma da Sir M. Findlay al signor Balfour che si riferisce ad un'annuncio del ministro olandese a Pietro grado, contenente il seguente messaggio:

Ritengo che la soppressione immediata del bolscevismo sia al giorno d'oggi uno dei maggiori problemi da affrontare a livello internazionale, anche paragonandolo alla guerra ancora in corso, e, a meno che come menzionato sopra, il bolscevismo non venga stroncato sul nascere subito, sarà destinato a diffondersi, in una forma o nell'altra, in Europa e in tutto il mondo. Questo anche grazie al fatto che gli ebrei, che hanno organizzato e messo in atto il tutto, non hanno nazionalità e il cui unico scopo consiste nel distruggere l'ordine esistente delle cose per i propri fini.

A pagina 23 si può leggere del fatto che gli ebrei ricevevano un trattamento preferenziale, in quanto venivano autorizzati ad impegnarsi nel commercio illecito mentre tutti gli altri mercati erano fermi, e contiene anche documenti che mostrano che il bolscevismo era un movimento disprezzato dai russi e supportato e messo in atto da ebrei;

A pagina 28 si legge:"I ​​bolscevichi non possono più venire descritti come un partito politico estremista comunista. Essi formano una relativamente piccola classe privilegiata che è in grado di terrorizzare il resto della popolazione, perché ha il monopolio sia sulle armi che le forniture alimentari. Questa classe è composta principalmente da operai e soldati, e comprendeva tra le proprie fila elementi non russi come lettoni, estoni ed ebrei, questi ultimi sono particolarmente numerosi nei posti più alti. I membri di questa classe hanno la licenza di uccidere e fare quello che vogliono sul resto della popolazione commettendo reati gravissimi nei confronti di altri settori della società".;

A p. 32 si legge: "I leader bolscevichi tra cui ebrei e tedeschi, erano estremamente attivi e intraprendenti. I russi erano in gran parte anti-bolscevichi, ma erano per la maggior parte sognatori incapaci di qualsiasi azione concreta, e ora, più che mai, erano incapaci di liberarsi dal giogo dei loro oppressori. Notte dopo notte le società controrivoluzionarie tenevano riunioni segrete tramando contro i bolscevichi, ma mai una volta ci fu un serio tentativo di portare a termine la contro-cospirazione, controrivoluzione. La condizione di fame del popolo paralizzò e distrusse ogni forza di volontà tra di esso."

A pagina 33 del documento # 33 si può leggere: "Dall'esame delle testimonianze di diversi operai e contadini, si scopre che solo una piccola percentuale di questo quartiere erano pro-bolscevismo, la maggioranza dei lavoratori simpatizzava per l'assemblea di tipo costituzionale. I testimoni hanno inoltre affermato che i leader bolscevichi non rappresentano per niente le classi dei lavoratori russi, la maggior parte dei leader erano ebrei ".;

p. 41, documento # 38, rivela che il gruppo di criminali responsabili per l'assassinio dei Romanov era formato interamente da ebrei.

p. 56 documento # 56, ci da un ulteriore conferma sul fatto che il bolscevismo fu un movimento creato e interamente controllato da ebrei.

p. 57, I fatti parlano chiaro, dopo la rivoluzione gli ebrei si impossessarono del mercato e di ogni tipo di affare e cito: "Tutte le attività economiche si paralizzarono, i negozi vennero chiusi, gli ebrei divennero possessori della maggior parte delle imprese e le scene orribili di fame diventarono comuni nelle campagne. I contadini mettono i loro figli a morte piuttosto che vederli morire di fame. In un villaggio sulla Dvina, non lontano da Schlusselberg, una madre impiccò i suoi tre figli. Stavo conducendo un funerale in un obitorio di un manicomio a Oudelnaia, nei pressi di Pietrogrado, e vidi i corpi di una madre e i suoi cinque figli con la gola tagliata dal padre, perché non riusciva a vederli soffrire ".

p. 65, "Il terrore", le persecuzioni dei russi per reati di opinione, e il fatto che la gente ha dovuto pagare intermediari, che erano per lo più ebrei, prima che potessero ottenere la loro liberazione;

p. 68 dimostra che i comitati di approvvigionamento di cibo erano interamente nelle mani degli ebrei, e che l'antisemitismo era dilagante a causa della estrema miseria che ne seguì, dopo che gli ebrei avevano ottenuto il controllo, "(sintesi fornita dal Blissentia)

Nel novembre del 1917, il ministro degli Esteri dell'Impero austro-ungarico, il conte Ottokar von Czernin, scrisse: "Ho negli ultimi giorni ricevuto informazioni attendibili circa i bolscevichi. I loro capi sono quasi tutti ebrei con idee del tutto fantastiche, e io non invidio il paese che è governato da loro".

Sir Paul Dykes era un agente del MI6 che lavorava sotto copertura in Russia durante i primi anni della rivoluzione bolscevica. Al suo ritorno a casa, in Inghilterra, nel 1922, pubblicò un libro sulle sue esperienze chiamato "Red Dusk and the Morrow". In esso egli cita una conversazione interessante che ebbe con un lituano che descrisse il bolscevismo nel modo seguente: "La nostra forza si basa su tre cose:. Prima, sulle menti ebraiche, in secondo luogo da baionette lettoni cinesi, e in terzo luogo la stupidità del popolo russo" (Red Dusk and the Morrow, p. 316)

In certe circostanze alcuni ebrei si lasciano scappare dichiarazioni che di solito tendono a negare, ammettendo le loro colpe. In due pubblicazioni ebraiche di New York, "Jewish Life" e "Jewish Voice", gli ebrei confessano che il comunismo è ebraismo affermando quanto segue: "anti-comunismo è antisemitismo! Trova un anti-comunista convinto e troverai un antisemita!

Oltre ad essere un assassino di massa bolscevico, Leon Trotsky-Bronstein era anche un cripto-sionista che aveva frequentato il sesto congresso sionista a Basilea nel 1903. In un intervista del 1937 sul quotidiano ebraico di New York, il Daily Forward, Trotsky accennò qualcosa sui veri motivi riguardanti le sue attività rivoluzionarie, quando pateticamente confessò: "Più continua la società marcia borghese e più il sentimento antisemita dilaga ovunque." Il termine borghesia era chiaramente una parola in codice che gli ebrei usavano per descrivere tutti i non ebrei, i gentili.

Le origini ebraiche di Lenin erano un segreto di stato, ma è stato finalmente rivelato dai file del KGB declassificati e messi in mostra nel Museo Storico di Stato di Mosca nel 2011. Il fatto che Lenin fosse un crypto-ebreo non poteva essere messo più in evidenza dal comportamento stesso di Lenin, visto che non faceva altro che lodare gli ebrei ed esprimere stima verso di loro. Lenin fece pure delle leggi che punivano l'antisemitismo con la morte per esecuzione! Il demonio dalle sembianze umane, Lenin, elogiò gli ebrei affermando che fossero i migliori rivoluzionari: "Il russo intelligente è quasi sempre un Ebreo o ha in parte sangue ebraico in lui." (Dmitri Volkogonov, Lenin: A New Biography, p. 112). Con questa affermazione si riferiva sicuramente anche a se stesso.

Lenin colmo di riconoscimento e di adulazione per gli ebrei, rivelò non solo il fatto che fosse ebreo, ma addirittura un suprematista ebraico sciovinista. Lenin disse e cito: "Sono queste le grandi caratteristiche e componenti universalmente progressive della cultura ebraica che si sono fatte sentire in modo chiaro: il suo internazionalismo, la sua reattività dei movimenti avanzati dei nostri tempi (la percentuale di ebrei nei movimenti democratici e proletari è ovunque superiore di gran lunga alla percentuale di ebrei presenti nella popolazione.) ... Quei marxisti ebrei che si uniscono nelle organizzazioni marxiste internazionali con i russi, lituani, ucraini e altri lavoratori, aggiungendo la loro forza (sia in russo che in ebraico) alla creazione di una cultura internazionale del movimento della classe operaia, stanno lavorando per portare avanti i piani dell'ebraismo.

Lenin fu un doppiogiochista - il cosiddetto "uomo del popolo", "il campione dei lavoratori" - che difese addirittura l'usura ebraica internazionale parassitaria: E quei signori che parlano dello sfruttamento dei contadini da parte degli ebrei, dell'usura ebraica internazionale! Ma i migliaia di commercianti ebrei non si comporterebbero mai come i proprietari terrieri russi cristiani! L'interesse sostenuto dal peggiore degl'usurai non può venire confrontato con quello rivendicato dal vero signore della terra russa, che assume dipendenti in inverno per svolgere il lavoro estivo o che lo costringe a pagare per un dessiatine (unità di misura russa. Circa 2.7 acri di terreno) di terreno con lavoro gratis, soldi, uova , polli, e Dio solo sa cos'altro! (V.I. Lenin, Draft for a Speech on the Agrarian Question in the Second State Duma, 1907)

Lenin, il mostro ebreo psicopatico criminale e assetato di sangue, supportò entusiasticamente ogni sorta di inganno, di crimine, di barbarie e di malvagità. Incoraggiò la gente all'uso indiscriminato di menzogne ​​e falsità, affermando: "Dobbiamo utilizzare tutti i metodi illegali possibili in modo da occultare la verità", visto che "Una bugia ripetuta e ripetuta abbastanza volte finirà col diventare la verità accettata da tutti." I propagandisti ebrei hanno con i loro media ingannato il mondo facendo credere che fossero i leader tedeschi nazisti come Joseph Goebbels e Adolf Hitler, che inventarono e utilizzarono la tecnica della "grande bugia" come metodo per ingannare le masse di tedeschi. Questa è truffa, non è altro che una proiezione psicologica. In realtà, Goebbels chiarì che la buona propaganda avrebbe dovuto essere accurata e veritiera, affermando che: "Della buona propaganda non ha bisogno di mentire, anzi non può mentire. Buona propaganda non ha motivo di temere la verità. È un errore credere che le persone non possano reggere la verità. Possono. È solo questione di presentare la verità alle persone in modo che essi saranno in grado di comprenderla. Una propaganda che fa uso della menzogna dimostra di essere propaganda per una cattiva causa. Una simile propaganda non può avere successo a lungo termine. (Weber, Mark. "Fraudulent Nazi Quotations." Institute for Historical Review.)

Nel 1941, Goebbels pubblicò un articolo in cui accusò i propagandisti inglesi di fare largo uso della tecnica della "grande bugia", dichiarando: "Gli inglesi seguono il principio e la mentalità che se si usa la menzogna come metodo lo si dovrebbe fare in grande stile e continuare a mentire e mentire. Mantengono le loro bugie, anche a rischio di rendersi ridicoli." (Goebbels, Joseph. " Churchill's Lie Factory," 1941)

Adolf Hitler nel Mein Kampf (La mia battaglia) espose e condannò duramente la "tecnica della grande bugia" come invenzione e tattica adottata dagli ebrei: "In questo essi [ gli ebrei ] insistevano sul fatto che una grande bugia sia molto più efficace e credibile che una piccola bugia, visto che le grandi masse della gente, nel fondo del loro cuore, tendono a essere corrotti piuttosto che fare del male in modo cosciente e volontario, e che quindi, facendo conto della primitiva semplicità delle loro menti, saranno più facilmente portati a credere ad una grande bugia piuttosto che a una piccola. Nel senso che loro stessi non si farebbero problemi a raccontare delle piccole bugie, mentre si farebbero scrupoli e si vergognerebbero a raccontare delle bugie gravi. Tale falsità non potrà mai entrare nelle loro teste e non saranno mai in grado di credere, che delle accuse così mostruose e gravi siano delle bugie." (Mein Kampf, p. 231 of the Manheim translation)

Dopo la sua presa di potere, il ripugnante cripto-ebreo Lenin, attaccò l'antisemitismo nella maniera più dura possibile. Disse che l'antisemitismo era da considerare un atto controrivoluzionario e quindi venire punito con la morte. Anche solo fare affermazioni o discorsi antisemiti venivano puniti con la morte o l'ergastolo da scontare in quell'inferno ebraico che era diventata la Russia sovietica. Se essere contro gli ebrei era un atto "contro-rivoluzionario" voleva significare che tutti i rivoluzionari fossero ebrei. Nel luglio del 1918, Lenin firmò un ordine del consiglio dei commissari del popolo in cui dichiarò che l'antisemitismo e i pogrom fossero "un pericolo mortale per la rivoluzione" [per il colpo di stato ebraico]: "Il consiglio dei commissari del popolo dichiara che il movimento anti-semita e i pogrom contro gli ebrei sono fatali e pericolosi per gli interessi della rivoluzione degli operai e dei contadini e invita il popolo dei lavoratori a combattere questo male con tutti i mezzi a loro disposizione.

L'ostilità interna nazionale indebolisce le fila dei nostri rivoluzionari, interrompe il fronte unito dei proletari di tutte le nazionalità e aiuta solo i nostri nemici.

Il consiglio dei commissari del popolo invita perciò tutti i deputati sovietici ad adottare radicali contromisure e di farlo senza scendere a nessun compromesso, in modo da distruggere il movimento antisemita alla radice. I sostenitori del Pogrom come anche gli agitatori nemici devono venire resi fuori legge".(Baron, Salo Wittmayer. The Russian Jew Under Tsars and Soviets, Macmillan, (1976), p. 180; Strauss, Herbert A. Hostages of Modernization, Walter De Gruyter, (1993), p. 1324)

A. Nelson Field fece la seguente dichiarazione nell'appendice B del suo libro, All These Things: "Lenin era sposato con un'ebrea e parlavano lo yiddish nella sua cerchia familiare. Il dottor Chaim Weizmann, leader sionista ebreo, dichiarò in una pubblicazione del London Jewish Chronicle del 16 di dicembre del 1932, che Lenin, già 35 anni prima, prese parte a riunioni di studiosi ebrei in Svizzera. Egli viene generalmente considerato come di origini Russe ma non c'è dubbio sul fatto che non lo era."

La storia d'amore di Lenin con l'ebraismo e l'ammirazione verso gli ebrei derivava senza dubbio dalle proprie radici ebraiche, in poche parole il maniaco omicida egocentrico si innamorò di se stesso. Nel disperato tentativo di coprire le mostruosità commesse e le tracce di sangue lasciate, gli ebrei e i loro sostenitori, hanno messo in giro la voce che Stalin in realtà fu un feroce antisemita che odiava e perseguitava gli ebrei. Questa truffa idiota non ha alcun fondamento nella realtà, al contrario, Stalin era uno strumento degli ebrei, "un Shabbas goy."

Vediamo un po' le affermazioni dello stesso Stalin sull'antisemitismo: "Il nazionalismo e l'etnonazionalismo sciovinista si facevano passare per misantropia nel periodo in cui il cannibalismo era diffuso. L'antisemitismo, che è come una forma estrema di sciovinismo razziale, rappresnta un pericoloso ritorno al cannibalismo.

L'antisemitismo va solo a vantaggio dei veri sfruttatori dei lavoratori che lavorano per il capitalismo e che usano gli ebrei solo come capro espiatorio a cui accollare la colpa. L'antisemitismo è pericoloso per i lavoratori perché li devia dalla retta via. Quindi camerati comunisti, come internazionalisti coerenti, non possiamo che essere nemici degli antisemiti.

Nel regime sovietico dell'URSS, l'antisemitismo viene punito con la massima severità della legge e viene visto come un fenomeno profondamente ostile al sistema sovietico. Nell'URSS l'antisemitismo viene punito con la pena di morte." (Josef Stalin, Works Vol. 13)

Quindi, Stalin che paragona l'antisemitismo con il cannibalismo e ha confermato la legge sull'antisemitismo decretata da Lenin nel 1918, ribadendo che i patrioti russi antisemiti erano da punire a morte! Alcuni odiatori di Ebrei, eh? Inoltre, in occasione della conferenza di Yalta del 1945 - una riunione dei leader alleati e politici tenuta durante la seconda guerra mondiale - troviamo che Stalin proclamò di essere un sionista. ("Stalin Called Himself a Zionist - Picture of Red Leader Unfolded." The New York Times. 17 Mar. 1955.)

Il professor Kevin MacDonald, nella sua recensione del libro di Juri Slezkine "The Jewish Century", ci informa che non solo Stalin non era antisemita, ma che aveva lanciato una massiccia campagna per combattere l'antisemitismo in Russia: "Dal 1927-1932 Stalin avviò una ambiziosa campagna pubblica per combattere l'antisemitismo che comprendeva la diffusione di cinquantasei libri pubblicati dal governo e una lunga serie di discorsi pubblici, manifestazioni di massa, articoli di giornale, dediti allo scopo di sradicare una volta per tutte questo male". (MacDonald, Kevin. "Stalin's Willing Executioners: Jews as a Hostile Elite in the USSR", p. 25)

Il giornalista ebreo Sever Plocker dichiara: "lo storico ebreo Sebag Montefiore ha scritto che durante il periodo più buio del terrore, quando la macchina di omicidi di massa comunista lavorava a pieno regime, Stalin si circondava da "belle" e giovani donne ebree".

Sebag Montefiore scrive su Stalin in "The Court of the Red Tsar" a pagina 267: "ho osservato che Stalin si circondava da donne ebree - Polina Molotova, Maria Svanidze, Poskrebysheva e Yezhova. Il figlio di Beria, suggestionabile dai pettegolezzi e dubbioso sulla politica, ci ricorda che suo padre elencava in modo euforico le relazioni che Stalin aveva avuto con donne ebree."

Nel libro "Wolf of the Kremlin a pagina 169-71 ( 1987), si legge che per un periodo Stalin fu sposato con l'ebrea Rosa Kaganovic, sorella di Lazar Kaganovich.

Nonostante tutte le storie sulle guardie ebree, Stalin era circondato da ebrei in tutta l'interezza del suo regno brutale, come il feroce ebreo Lazar Kaganovich, il suo braccio destro. Nel suo libro "European Jungle" pubblicato nel 1939, il maggiore Charles Francis Yeats-Brown - un eroe di guerra britannico e scrittore - ci dà una sinossi sulla cricca di ebrei che circondava Stalin e che dominava l'Unione Sovietica durante e dopo le "grandi purghe" delle fine del 1930: "La popolazione della Russia era allora ( nel 1918 ) 158,4 milioni ,di cui 7,8 milioni erano ebrei. La popolazione attuale è di circa 170 milioni, e probabilmente la stessa proporzione - diciamo il 5 per cento - sono ebrei. Eppure nel 1935, nel comitato centrale del partito comunista, composto da 59 membri, il 95 per cento erano ebrei - cioè 56 membri - mentre gli altri tre membri erano sposati a ebree: Stalin, Lobov e Ossinsky.

Tra gli ambasciatori e ministri dell'U.S.S.R. nel 1935, quelli nella seguente lista si crede fossero di origine ebraica:

  • Berlin: M. Suritz.
  • Paris : M. Louritz.
  • Rome : M. Stein.
  • Tokyo : M. Yureneff.
  • Ankara : M. Karakhan.
  • Brussels : M. Rubinin.
  • Oslo : M. Yakoubowich.
  • Stockholm : Mme. Kallontai.
  • Bucharest : M. Ostrovski.
  • Riga: M. Brodovsky.
  • Tallin: M. Karski.
  • Helsingfors : M. Asmous.

Nello stesso anno (il 1935) la League of Nations Delegation era composta da un giorgiano, M. Swanidze e sette ebrei, Litvinov, Rosenberg, Stein, Markus, Brenners, Hirschfeld, Helphand. In questi tempi, con le purghe in corso, è impossibile dare una stima della percentule di ebrei nel governo russo. La cosa certa è che la percentuale di ebrei che lavorano per lo stato, sia in cariche elevate che non, è di gran lunga superiore alla percentuale di ebrei presenti nella popolazione, il che significa che in Russia occupano tutte le posizioni chiave.

Durante i suoi viaggi lungo le zone di confine dell'URSS, M. Jean Fontenoy si rese conto che il 90 per cento dei direttori e segretari delle fattorie collettive da lui visitate, erano ebrei. Nelle fattorie i lavoratori ricevevano un massimo di 27 giorni di stipendio al mese. Il presidente e il segretario 80-90 giorni di paga al mese. Le parole comunisti ed ebrei erano sinonimo di paesani: pensavano che gli ebrei erano i dominatori della terra.

Nei circoli del Cremlino i due fratelli di Stalin, Lazzaro e Mosè Kaganovitch, sono ministri rispettivamente dei trasporti e dell'industria pesante. La guardia del Cremlino è affidata al colonnello ebreo Jacob Rappoport, mentre i campi di concentramento, con la loro popolazione di 7.000.000 russi, sono a capo dell'ebreo Mendel Kermann, aiutato da Kaman Lazarus e Semen-Firkin, entrambi ebrei. I campi di prigionia del paese sono diretti dall'ebreo Kairn Apeter. La politica estera è quasi totalmente in mano agli ebrei, a cominciare da quell'uomo dai molti soprannomi, M. Meyer Moses Polyanski, alias Enock Finkelstein, alias Gustav Graf, alias Buchmann, Harrison, Maximovitch, Wallach, Berr, e Litvinov, che è il Ministro degli esteri dell'Unione delle Repubbliche socialiste Sovietiche, dove a tavolo per colazione il signor Eden trova panetti di burro timbrati con lo slogan "La pace è indivisibile." Che pace, si sarà chiesto M. Litvinov, avranno gli ebrei russi nell'avvenire? "

In un articolo apparso sul Russian News Agency International, datato 5 giugno 2005, viene ammesso il fatto che quasi nessun ebreo servì in prima linea come ufficiale di truppa dell'armata rossa, ma che gli ebrei vennero nominati da Stalin capi e comandanti che dirigevano i gentili russi da una distanza di sicurezza - nella guerra contro la loro nemesi nazista - come il maniaco genocida ebreo, Ilya Ehrenburg, che contribuì con la sua propaganda in tempo di guerra: "Ci sono stati un certo numero di importanti comandanti militari ebrei: M. Katukov , Maresciallo di truppe corazzate , Y. Smushkevich , Commandante delle forze aeree e il generale M. Shmelev, capo dello staff responsabile per l'aviazione a lungo raggio. Inoltre ci sono stati 92 generali ebrei e 9 comandanti dell'esercito. In totale, vi furono 270 generali e marescialli ebrei. La cerchia interna di Stalin includeva quattro ministri ebrei ( commissari del popolo ): Lazar Kaganovich, Boris Vannikov, Semyon Ginzburg e Isaak Zaltsman. Questi uomini erano responsabili per le ferrovie , munizioni, costruzioni militare e l'industria dei mezzi corazzati.

Gli ebrei ebbero un ruolo fondamentale anche nel plasmare l'ideologia che la Russia avrebbe poi sostenuto durante la guerra. Inizialmente il popolo sovietico non sapeva come reagire di fronte ad un attacco da parte dei nazisti. In primo luogo l'unione sovietica considerava la Germania un nemico, ma in tempi più recenti veniva vista come un potenziale alleato contro la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. E in secondo luogo il popolo sovietico, che fu manipolato e spinto a credere nell'internazionalismo, pensarono che i soldati tedeschi, cioè gli operai e i contadini tedeschi, si sarebbero rifiutati di attaccare uno stato socialista e che si sarebbero invece alleati ai russi per combattere gli oppressori, i capitalisti tedeschi.

Questo mito doveva essere dissipato con urgenza.

Un "intellettuale" ebreo, Ilya Ehrenburg, giocò un ruolo fondamentale in tutto questo. Aveva viaggiato molto ed era forse l'unico ebreo nell'unione sovietica, che era a conoscenza delle motivazioni razziste della guerra. Era stato un corrispondente militare in Spagna durante la guerra civile spagnola che influenzò molto la sua visione del mondo. Sei Brigate Internazionali avevano combattuto dalla parte dei repubblicani in quella guerra, e queste unità includevano 6.000 volontari ebrei.

Durante il periodo in cui la Germania attaccò, Ilya Ehrenburg si opponeva con fermezza al fascismo. Controllava tutti i principali quotidiani nazionali, Pravda, Izvestia e Krasnaya Zvezda così come anche le stazioni radio nazionali. Respinse decisamente questo dogma internazionalista e incitò e ordino alla nazione di "Uccidete i tedeschi!""

Anche nel 1950 gli ebrei governavano nell'URSS. Secondo il politico sovietico Ekaterina Furtseva, anche se gli ebrei costituivano una piccola percentuale della popolazione, circa il 1,25-1,75 per cento, costituivano oltre il 50% del personale nei vari dipartimenti governativi. (See: The Soviet Government and the Jews 1948-1967)

Mentre milioni di Gentili russi vivevano nelle condizioni più precarie - la fame, la stanchezza, le malattie, il freddo pungente - nei campi di schiavitù Gulag, gli ebrei sovietici vivevano nel lusso: "Slezkine descrive la vita dell'élite ebraiche a Mosca e Leningrado, dove frequentavano il teatro, fecero frequentare ai propri figli le scuole migliori, avevano delle contadine come bambinaie e trascorrevano piacevoli e rilassanti vacanze sulle coste del Mar Nero".(MacDonald, Kevin. "Stalin's Willing Executioners: Jews as a Hostile Elite in the USSR", p. 24)

Molti ebrei di tutto il mondo videro l'Unione Sovietica essenzialmente come il primo stato sionista - la loro amata "Israele". Questa realtà e modo di pensare tra gli ebrei è stato confermato in modo esauriente nella seguente citazione di una dichiarazione rilasciata dal comitato centrale di Pietroburgo, la filiale della lega israelita internazionale: "Figli di Israele! L'ora della nostra vittoria finale è vicina. Ci troviamo a pochi passi dal totale dominio mondiale. Quello che non avremmo nemmeno potuto sognare alla fine si sta realizzando. Solo fino a poco tempo fa eravamo deboli e impotenti ma possiamo ora, grazie alla catastrofe del mondo, alzare la testa con orgoglio. Dobbiamo, però, stare attenti . Si può sicuramente profetizzare che dopo aver marciato sopra ad altari e troni rovinati e distrutti , vedremo avanzare ulteriormente i nostri piani.

Abbiamo sottoposto le autorità delle religioni e dottrine a noi aliene, attraverso la propaganda di grande successo, a gravi critiche spietate e scherni di ogni genere. Abbiamo portato la cultura, la civiltà, le tradizioni e troni delle nazioni cristiane a vacillare. Abbiamo fatto di tutto per portare il popolo russo sotto il giogo del potere ebraico, e, infine, li abbiamo costretti ad inginocchiarsi davanti a noi.

Abbiamo quasi completato tutto questo ma dobbiamo nonostante ciò restare molto cauti, perché la Russia oppressa è il nostro più acerrimo nemico. La vittoria sulla Russia, maturata attraverso la nostra superiorità intellettuale, potrebbe in futuro, in una nuova generazione, rivoltarsi contro di noi. La Russia è stata conquistata ed è caduta. La Russia è in agonia sotto il nostro tallone, ma non dimenticare, nemmeno per un momento, che dobbiamo stare attenti! La cura santa per la nostra sicurezza non ci permette di mostrare né pietà né misericordia. Finalmente abbiamo il permesso di vedere la necessità amara del popolo russo e di vederlo in lacrime! Ci siamo impossessati delle loro proprietà, il loro oro, abbiamo ridotto questo popolo impotente in schiavitù. Siate prudenti e silenziosi! Non dovremmo avere alcuna pietà per il nemico.

Il nuovo ordine mondiale ebraico (The Jew World Order)

Dobbiamo fare in modo che i migliori tra il popolo Russo vengano sterminati, in modo che la Russia vinta non potrà trovare un nuovo capo! In tal modo ogni possibilità svanirà per loro di resistere il nostro potere. Dobbiamo diffondere l'odio e le controversie tra lavoratori e contadini. La guerra e la lotta di classe distruggerà tutti i tesori e la cultura creati dal popolo cristiano. Ma siate cauti, figli d'Israele! La nostra vittoria è vicina, perché il nostro potere e l'influenza politica ed economica sulle masse sono in rapida ascesa. Abbiamo comprato prestiti governativi e oro, e quindi noi abbiamo il potere di controllare le borse di tutto il mondo. Il potere è nelle nostre mani ma attenzione a non dare fede poteri loschi!

Bronstein ( Trotsky ), Apfelbaum ( Zinoviev ), Rosenfeld ( Kamaneff ), Steinberg, sono tutti simili ai migliaia di altri veri figli d'Israele. Il nostro potere in Russia è illimitato. Nelle città, i commissariati e le commissioni di alimenti, i negozi ecc, sono dominati dal nostro popolo. Ma non lasciatevi inebriare dalla vittoria. State attenti e prudenti perché nessuno tranne voi ci proteggerà! Ricordate che non possiamo contare sull'armata rossa, che un giorno potrebbe ritorcersi contro di noi e porci guerra. Figli di Israele! L'ora della a lungo accarezzata vittoria sulla Russia è vicina; ristringete i ranghi! Fate conoscere la politica nazionale del nostro popolo! Combattete per gli ideali eterni! Santificate le vecchie leggi, che la storia ha lasciato in eredità a noi! Possa il nostro intelletto, il nostro genio, proteggerci e condurci!"

L'origine di questo straordinario tratto è stato descritto da Juri Lina (a pagina 157 di "Sotto il segno dello Scorpione") nel modo seguente: "La notte prima del 9 di dicembre del 1919, durante la guerra di liberazione dell'Estonia contro i bolscevichi, un comandante di battaglione ebraico, Shunderev, cadde in una battaglia contro le truppe estoni. Tra le sue carte c'era una circolare segreta contenente un appello a tutti i capi ebraici per la formazione di una società segreta sionista. La lettera fu scritta in russo da parte del comitato centrale del dipartimento dell'Unione Mondiale Israelita a Pietrogrado, il 18 Marzo 1918. L'intero documento fu pubblicato in due quotidiani estoni."

Quando l'Armata Rossa sovietica invase e occupò brutalmente la Polonia orientale, i paesi baltici, la Finlandia, e altri territori d'Europa dell'est verso la fine del 1939 e l'inizio del 1940, la maggior parte degli ebrei di quei paesi collaborarono con i loro conquistatori comunisti sovietici. Questi ebrei guidarono volontariamente gli squadroni della morte, i NKVD, per scovare ed assassinare i cosiddetti "nemici di classe" ( patrioti, nazionalisti , resistenze anti- comuniste, ecc ) e organizzarono la deportazione forzata con vetture a motore o carri trainati da bestie da soma, milioni di civili europei dell'est nei gulag sovietici dove incontrarono una morte raccapricciante.

L'autore Mark Paul descrive in "Neighbours on the Eve of the Holocaust: Polish-Jewish Relations in Soviet-Occupied" la perfidia degli ebrei polacchi e della copertura del tutto da parte degli "studiosi" occidentali: "Questo stato delle cose andarono a vantaggio degli storici dell'olocausto che erano così occupati nel vittimizzare gli ebrei sotto il regime nazista e ignorare, sorvolare o semplicemente negare il fatto che gli ebrei collaborarono con gli invasori sovietici della Polonia sia nel periodo che andava dal 1939-1941 che dopo a partire dal 1944. Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito a uno sforzo concertato per incolpare i loro nemici o deviare la colpa dagli ebrei, e di diffondere l'idea che il regno di terrore e sterminio percepito da parte del popolo polacco fosse infondato e non rispecchiava la realtà. Così al giorno d'oggi non vi è nulla oltre che smentite su questi temi importanti da parte del mondo accademico occidentale - al massimo troviamo apologetica. La tendenza più recente e inquietante degli accademici è stata quella di concentrarsi sull'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel giugno 1941 e ignorare completamente gli eventi precedenti a tale avvenimento: i genocidi e l'invasione brutale da parte dei sovietici dell'Europa dell'est."

Anche rapporti interessanti sulla collaborazione da parte degli ebrei con gli occupanti sovietici, che si trovano in importanti documenti di quel periodo, vengono ignorati, come ad esempio l' accusa rivolta al leggendario corriere polacco Jan Karski, che diventò cittadino onorario d'Israele per via del ruolo avuto nell'avvisare l'occidente sull'olocausto e quest'ultimo non può venire accusato di avere nutrito ostilità verso gli ebrei. Scritto nei primi mesi del 1940, in un momento in cui le deportazioni di massa di polacchi non erano ancora in corso, Karski scrive:"...Gli ebrei hanno assunto la maggior parte delle posizioni politiche e amministrative. Ma la cosa peggiore è che essi denunciano i polacchi, soprattutto gli studenti e i politici ( la polizia segreta ), e stanno dirigendo il lavoro della ( comunista ) milizia da dietro le quinte, hanno ingiustamente diffamato e diffuso informazioni false sulle condizioni in cui la Polonia si trovava prima della guerra. Purtroppo, si deve dire che questi incidenti sono molto frequenti, e sicuro molto più frequenti che in gruppi leali ai polacchi e alla Polonia".

Una donna ebrea da Wilno conferma questa valutazione quando durante la guerra scrisse:"... Sotto il bolscevismo una forte corrente anti-ebraica crebbe significativamente. In larga misura, gli ebrei stessi furono responsabili di questo... Ad ogni occasione si schernivano dei polacchi e del fatto che la loro Polonia non esisteva più... I comunisti ebrei reagivano ai sentimenti patriottici dei polacchi denunciando le loro conversazioni illegali, facendo i nomi di ufficiali polacchi ed ex funzionari di governo, hanno lavorato volontariamente per il NKVD, e hanno preso parte in arresti. ...I bolscevichi trattavano in generale meglio e in modo favorevole gli ebrei, in cui avevano piena fiducia e erano sicuri di avere il loro supporto e la loro devozione. Per questa ragione gli ebrei controllavono tutte le posizioni chiave e di comando che non avrebbero potuto affidare ai polacchi appena destituiti."

Collaboratori ebrei poco dopo, nelle loro posizioni di funzionari locali, di polizia e gli agenti del NKVD, ebbero un ruolo chiave nel popolare i Gulag con i loro vicini polacchi. Li identificarono e misero sulle liste dei "nemici di classe", li arrestarono, sfrattarono dalle loro case e aiutarono nel trasportarli nelle zone più remote dell'unione sovietica tramite mezzi a motore come anche carri. Anche se certamente non era risaputo tra le grandi masse, questo non fu affatto un fenomeno marginale, e, data la mancanza di condanna di tali attività da parte dei leader ebrei, i polacchi pensavano che si trattasse di un atteggiamento molto diffuso."

Purtroppo lo studio di Mark Paul - anche se molto utile sotto alcuni aspetti - fa uso in parte della propaganda "olocaustica" contenendo molto della falsa propaganda sull'olocausto. Tuttavia, dimostra candidamente cosa spinse tutti questi polacchi ( come anche ucraini, lettoni, estoni, lituani, rumeni e ungheresi ) a collaborare con i tedeschi, quando la Wehrmacht tedesca lanciò un'offensiva contro i sovietici nel 1941, spingendoli fuori dall'Europa dell'est e dagli Stati baltici. Questi patrioti vedevano i nazisti come liberatori dall'oppressione sovietica comunista, che era in realtà l'oppressione ebraica.

Il comunismo fu guidato dagli ebrei e non solo in Russia, ma in tutto il mondo dove gli ebrei vivevano tra cui l'Europa occidentale e dell'est, l'America, il Canada, l'Australia e il Sud Africa. (See: Hoffman II, Michael A. "Judaic Communists: The Documentary Record", Revisionist History, 2006; Britton, Frank L. Behind Communism, 1953; Leese, Arnold Spencer. Bolshevism Is Jewish! London, England: Imperial Fascist League, 1939; Ehrt, Adolf. Communism in Germany: the Truth about the Communist Conspiracy on the Eve of the National Revolution. Berlin: Eckart-verlag, 1933; "Jews and Communism: The South African Experience", author unknown)

I regimi comunisti imposti all'Europa orientale e occidentale durante e dopo la seconda guerra mondiale - principalmente in Ucraina, Polonia, Romania, Cecoslovacchia, Ungheria, Germania dell'est e gli stati baltici - erano altrettanto dominati da ebrei che nell'Unione Sovietica. (See: David, Trefor. The Bloody Red Streak. London, England: Britons Pub. Society, 1951.)

I macellai più sanguinari della rivoluzione bolscevica del 1917 e i decenni di terrore e sterminio che ne seguirono nel regime comunista, furono i marxisti e massoni ebrei Vladimir Lenin ( primo dittatore dell'URSS ), Leon Trotsky-Bronstein ( fondatore e comandante dell'Armata Rossa ), Lazar Kaganovich ( braccio destro di Stalin durante il suo regno di terrore ), Moisei Uritskij ( capo della Ceka di Pietrogrado ), Jacob Sverdlov ( primo presidente dei sovietici ), Grigory Zinoviev, Lev Kamenev, Yankel Yurovsky ( terrorista della Ceka ), Genrikh Jagoda ( capo del NKVD ), Laverenti Beria ( capo del NKVD ), Bela Kun ( Capo terrorista di Lenin in Crimea come anche il dittatore del regime comunista di breve durata dell'Ungheria nel 1918 ), Rosalina Zalkind, Leonid Reichman ( capo NKVD ) ed i sorveglianti dei campi di schiavitù e di sterminio sovietici, i Gulag: Aaron Soltz, Naftali Frenkel ( un Ebreo turco ), Yakov Berman, Sergei Zhuk, Yakov Rapoport, Nakhimson, Yakov Moroz, Abramson, Pliner, Matvei Berman, Samuil Kogan, Samuil Firin, Biskon, Finkelstein e Serpukhovsky - tutti ebrei. Il tiranno omicida Josef Stalin, pur non essendo un ebreo, seguì fedelmente le orme insanguinate del suo predecessore, Lenin, e eseguiva gli ordini arrivati dai suoi padroni ebrei.

Le parole non possono rendere giustizia nel descrivere la sete di sangue spietata di questi ebrei marxisti. Molti dei principali dirigenti ebrei della Russia annunciarono senza mezzi termini i loro desideri e le loro ambizioni di omicidi e di sterminio. Fra tutti i leader ebrei bolscevichi vi era un profondo odio implacabile per tutto quello che era russo e cercarono di sterminare il concetto stesso di razza, nazionalità e cultura.

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