Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato - parte 3.3

Club Death Judaica - I massacri bolscevichi

Il nuovo ordine mondiale ebraico (The Jew World Order)

A dispetto delle favole indorate di zucchero e melassa degli apologeti bolscevichi, l'ebreo massone Trotsky era un mostro senza alcuna pietà che organizzò il genocidio di milioni di russi, guidando il terrore rosso insieme a Lenin nei primi e più cruenti anni del regime sovietico. In Sotto il segno dello scorpione a pagina 149, Juri Lina carpisce il vero sadismo e dispotismo di Trotsky, che aveva un insaziabile appetito per il terrore: "Dopo la presa del potere Trotsky divenne il braccio destro di Lenin, e fu Trotsky in realtà che guidava la Russia durante il periodo in cui Lenini era malato. Senza pietà causò enormi sofferenze al popolo in una gravità tale che il mondo non aveva mai visto prima. Inizialmente voleva utilizzare la ghigliottina per le esecuzioni, ma si disaffezionò a quest'idea.

Era un cinico e un sadico della peggior specie. Spesso uccideva personalmente le sue vittime. Uccideva i suoi ostaggi nei modi peggiori ordinando persino di uccidere i bambini. Lui ordinava esecuzioni disciplinari. Ci sono innumerevoli documenti su queste crudeltà conservati negli archivi del partito comunista."

Il commissario sovietico ebreo, Grigory Zinoviev, era un demone fatto uomo, se esistesse davvero una cosa simile. Questo maniaco omicida avrebbe richiesto e incitato regolarmente al genocidio. In un discorso che tenne nel 1918, Zinoviev annunciò i piani bolscevichi per l'eliminazione di oltre 10,000,000 di russi dicendolo enfaticamente: "Per vincere i nostri nemici noi dobbiamo avere il nostro militarismo sovietico. Dobbiamo portare dalla nostra parte e convincere almeno 90 milioni tra i 100 milioni della popolazione russa di supportare i Soviets. Per quanto riguarda gli altri, noi non abbiamo nulla da dirgli, loro devono essere eliminati." (A Collection of Reports on Bolshevism in Russia. Great Britain: Foreign Office, (1919), p. 99)

Inoltre Trotsky esclamava maliziosamente,"la borghesia uccide le persone separatamente; ma noi uccidiamo intere classi".

Il suo complice Lenin fece anche lui simili dichiarazioni sanguinarie. Nel 1908, Lenin rese perfettamente chiaro cosa intendeva fare una volta al potere, dichiarando: "una vera nazione del terrore, che rinvigorisca il paese" Lenin disse che era contento di veder morire il 90 percento della popolazione russa, cosicché la gente che restava avrebbe creduto in lui e nel sistema comunista, quando disse, "Che importanza ha se il 90 percento della popolazione russa viene uccisa, se il restante 10 percento porterà alla rivoluzione mondiale?"(quoted in: The Kokomo Daily Tribune - September 27, 1924 - page 4; Time Magazine - February 11, 1924; Impressions of Soviet Russia (1924) By Charles Sarolea, p. 84; Stillborn Crusade: the Tragic Failure of Western Intervention in the Russian Civil War, 1918-1920, (1996), by Ilya Somin, p. 4; The Communist Shakes His Fist by Bruce Reynolds, (1931), p. 171)

Lenin era desideroso di sterminare il popolo Russo. Ordinò che i preti cristiani ortodossi russi fossero sparati a vista e fatti a pezzi come bestiame! Questo non è così sorprendente, visto che, uccidere cristiani non è considerato omicidio, oppure un peccato, nel giudaismo. Lenin e i marxisti usarono la fame come arma per l'annichilimento di massa.

L'autore Harum Yahya descrive nel suo libro "Communism in Ambush" (Comunismo all'assalto) dalla pagina 45 alla 48 la deliberata politica di Lenin di utilizzare la carestia creata artificialmente come strumento di sterminio: "La fame, spiegò Lenin, porterà più rapidamente al prossimo stadio della distruzione della vecchia economia dei contadini, e spingerà verso il socialismo, lo stadio che necessariamente seguirà dopo il capitalismo. La fame inoltre avrebbe distrutto anche la fede e non solo nello Zar, ma anche in Dio."

Lenin disse al Politburo, l'attuale situazione ci favorisce molto più di quanto favorisca loro. Noi siamo sicuri quasi al 99 percento che possiamo infliggere un colpo mortale contro di loro [i nostri nemici] e consolidare la posizione centrale di cui abbiamo bisogno per i decenni a venire. Con l'aiuto di tutta questa gente affamata che ha iniziato a mangiarsi a vicenda, che sta morendo a milioni e i cui corpi riempiono le strade di tutto il paese, è adesso e solo adesso che noi possiamo e dobbiamo confiscare tutte le proprietà della chiesa, con tutte le energie e la brutalità possibile che ancora abbiamo... L'evidenza suggerisce che non avremmo potuto farlo in qualunque altro momento, perché la nostra unica speranza è la disperazione nelle masse generata dalla fame, che li porterà a vederci in una luce favorevole o, almeno, con indifferenza."

Lenin proclamò diabolicamente che chiunque non avesse dato il suo grano al governo, doveva essere ucciso: "inizia una campagna spietata di terrore e una guerra contro i contadini (i kulaki nota mia) e gli altri elementi borghesi che stanno nascondendo grano in eccesso." Il "terrore rosso" di Lenin e Trotsky era una crociata contro i gentili (i non ebrei) che fu portata avanti dalla più brutale, crudele e temuta agenzia governativa segreta che sia mai esistita - la Cheka (successivamente anche nota come NKVD, OGPU e KGB). La parola "Cheka" non era semplicemente un acronimo in russo per "commissione speciale per combattere le contro-rivoluzioni." Secondo fratello Nathanael Capner ( un ex-ebreo che si è convertito al cristianesimo e che ora è un critico del giudaismo ) "Cheka" è un gioco di parole di un'espressione ebraica che sta per squartatore di animali, "Shechita". Rende perfettamente il senso.

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Felix Dzerzhinsky, il primo capo della Cheka, spiegò il modus operandi della sua organizzazione della morte, dichiarando enfaticamente, "Noi siamo il terrore organizzato. La Cheka è obbligata a difendere la rivoluzione e sottomettere il nemico anche se qualche volta la sua spada ricade sulle teste degli innocenti."

Un ebreo Chekista di nome Martin Latsis, dichiarò:"Noi stiamo sterminando la borghesia come classe!"

La brutale Cheka era un'istituzione interamente ebraica, non soltanto ai livelli più alti, ma anche nei ranghi minori e in lavori di uffico. W Bruce Lincoln, un professore di storia russa americano, disse che in Ucraina, "gli ebrei erano l'80% del personale operativo e burocratico della Cheka" lo storico ebreo Leonard Shapiro afferma che, "Chiunque avesse la sfortuna di finire nelle mani della Cheka aveva ottime possibilità di trovarsi davanti e probabilmente venire ucciso, da un investigatore ebreo" (Russian Studies, 1988, p. 286)

Nel tardo 1922, il New York Times riportò che c'erano delle ostilità verso gli ebrei in Ucraina, ma che queste furono dissipate violentemente con l'aiuto di un "esercito ebraico" che contava 500.000 soldati. Questa armata sionista fu mobilitata dal centro della loro fratellanza giudaico-bolscevica a Mosca, per infliggere terrore ed emendare una tassa sul grano agli ucraini gentili (non ebrei). Il New York Times, in mano agli ebrei, essendo un odioso portavoce sionista e bolscevico, dipinse assurdamente come eroica questa parte essenziale del terrore rosso, giustificando che si trattava di autodifesa da parte degli ebrei; ma omesse e ignorò alcuni fatti rivelatori innumerevoli volte. (See this facsimile of the NYT article)

Queste politiche omicide stabilite da Lenin e Trotsky continuarono sotto il dominio di Stalin. Nel 1932, Stalin ordinò ai suoi deputati ebrei di coordinare una carestia artificiale genocida in Ucraina, per indebolire lo spirito nazionalista del fiero popolo ucraino che sognava l'indipendenza dalla tirannia comunista. Lazar Kaganovich, Lavrenti Beria, Genrikh Yagoda, erano tra gli altri ebrei assetati di sangue, i boia Chekisti/NKVDisti, che eseguivano con piacere e con fervore talmudico gli ordini di collettivizzazione di Stalin, spazzando via in pochi anni sette milioni di uomini, donne e bambini ucraini, in un vero 'olocausto' di vite umane senza precedenti (See: Moroz, Valentyn. Nationalism and Genocide: The Origin of the Artificial Famine of 1932-1933 in Ukraine. The Institute for Historical Review, 1985).

Un giornalista canadese, Eric Margolis, ha acutamente riassunto la barbarie di questa tragedia nel seguente modo: "Il governo socialista britannico ha spianato la strada ad un processo farsa al gran satana della sinistra, il generale cileno Augusto Pinochet, il sessantacinquesimo anniversario del crimine più sanguinario di questo secolo è stato totalmente ignorato. I socialisti ora vogliono la testa di Pinochet ma non vogliono che si ricordi dell'olocausto comunista dimenticato.

Nel 1932, il leader sovietico Joseph Stalin scatenò il genocidio in Ucraina. Stalin obbligò con la forza milioni di contadini indipendenti ucraini - detti Kulaki - ad entrare nell'agricoltura collettivizzata sovietica e schiacciare così il crescente spirito nazionalistico ucraino. Siccome incontrava resistenza alla collettivizzazione, Stalin scatenò il terrore inviando 25.000 giovani fanatici militanti del partito da Mosca - versione precedente delle Guardie Rosse di Mao - per forzare 10 milioni di ucraini ad andare nelle fattorie collettive.

Unità della polizia segreta dell'OGPU iniziarono esecuzioni selettive dei contadini riluttanti. Quando le guardie rosse di Stalin fallirono nel conseguire successi in questi enormi numeri, all'OGPU fu ordinato di iniziare esecuzioni di massa. Ma semplicemente non c'erano abbastanza Chekisti (polizia segreta) per uccidere così tanta gente, così Stalin decise di rimpiazzare i proiettili con un mezzo di morte molto più efficace, una carestia di massa. Tutte le scorte di semi, il grano, il mangime e gli animali da fattoria furono requisiti dalle fattorie ucraine. Agenti dell'OGPU e truppe dell'armata rossa chiusero tutte le strade e le linee ferroviarie. Niente entrava o usciva dall'Ucraina. Le fattorie furono perquisite e depredate di cibo e rifornimenti. Gli ucraini iniziarono velocemente a morire di fame, freddo e malattie. Quando l'OGPU non riusciva a raggiungere le quote settimanali di morti, Stalin inviava l'uomo dei miracoli, Lazar Kaganovich, per distruggere la resistenza ucraina.

Kaganovich, l'Eichmann (stupido paragone secondo me DaeMuK) sovietico, aumentò la quota, fucilando 10,000 ucraini a settimana. L'ottanta percento degli intellettuali ucraini furono giustiziati. Un membro del partito ucraino che si chiamava Nikita Khruschchev, aiutò a supervisionare lo sterminio. Fu durante l'inverno pungente del 1932-33, che la carestia di massa creata da Kaganovich e l'OGPU colpì a piena forza. Gli ucraini mangiarono i loro animali da compagnia, le scarpe, le cinte, le cortecce degli alberi e le radici. Qualche genitore mangiò perfino bambini piccoli. I numeri precisi degli ucraini uccisi dalla carestia artificiale di Stalin e dagli squadroni della morte Cheka sono tutt'oggi sconosciuti. Gli archivi del KGB e il recente lavoro degli storici russi, mostrano almeno sette milioni di morti. Gli storici ucraini fanno figurare nove milioni, o addirittura di più. Il venticinque percento della popolazione ucraina fu sterminato. Kaganovich e molti ufficiali anziani dell'OGPU (successivamente NKVD) erano ebrei. La prevalenza di ebrei tra i leader bolscevichi, gli spaventosi crimini e le crudeltà inflitte dalla Cheka di Stalin in Ucraina, negli stati baltici e in Polonia, portarono le vittime del terrore rosso ad incolpare gli ebrei sia per il comunismo che per le loro sofferenze. Come diretta conseguenza, durante l'occupazione nazista dell'Europa dell'est, gli ebrei del luogo diventarono il bersaglio di feroci vendette da parte degli ucraini, dei baltici e dei polacchi.

Lo sterminio di Stalin di milioni di persone fu semplicemente negato oppure messo a tacere da una cospirazione del silenzio da parte della sinistra che dura fino ai giorni nostri. Celebri socialisti come Bernard Shaw, Beatrice e Sidney Webb e il PM Edouard Herriot dalla Francia, visitarono l'Ucraina durante il 1932-33 e dissero che le notizie sulla carestia erano false. Shaw annunciò: "non ho visto una sola persona denutrita in Russia." Il corrispondente del New York Times Walter Duranty, che ha vinto un premio Pulitzer per i suoi reportage in Russia, scrisse che le notizie della carestia erano "una propaganda malevola." Sette milioni di persone stavano morendo attorno a loro e nonostante ciò, questi idioti non hanno visto nulla. Il New York Times non ha mai smentito le bugie di Duranty. Gli storici occidentali accennarono lievemente il sordido fatto che il governo britannico, gli Stati Uniti e il Canada erano totalmente a conoscenza del genocidio ucraino e degli altri crimini mostruosi di Stalin. Nonostante tutto lo accolsero a braccia aperte come alleato durante la seconda guerra mondiale. Nessuno degli assassini sovietici che commise genocidio fu mai portato davanti alla giustizia. Lazar Kaganovich è morto tranquillamente a Mosca qualche anno fa indossando ancora la sua uniforme dell'unione sovietica e godendo di una generosa pensione statale." (Toronto Sun, "Remembering Ukraine's Unknown Holocaust," December 13, 1998)

In una perversa sceneggiata di insolenza talmudica, Alexandr Feldman - il capo dell'Ukrainian Jewish Committee - ha cercato di fermare una mozione governativa ucraina per avviare un procedimento penale contro i criminali sovietici che hanno orchestrato l'olocausto genocida, per la prevedibile ragione che tutti i nomi pubblicati della lista di cospiratori erano ebraici: "Kiev, Ucraina (JTA) - Un gruppo ebraico in Ucraina sta questionando su un caso di crimine che riguarda la "grande carestia" commesso negli anni 30. Il servizio di sicurezza nazionale sta facendo pressioni affinché venga portato avanti il caso contro una lista di ex ufficiali sovietici che commisero l'olocausto, che causò la morte di milioni di persone in Ucraina nel periodo che va dal 1932 al 1933. Molti dei nomi della lista erano ebraici.

L'avvocato ucraino Alexandr Feldman, capo dell'Ukrainian Jewish Committee, ha detto la scorsa settimana che sarebbe stata "una farsa" portare avanti il caso. "Tutti gli organizzatori della grande carestia sono morti," ha detto. Lo scorso luglio, il servizio di sicurezza ucraino ha pubblicato una lista di ufficiali di alto grado dello stato sovietico e del partito comunista - così come ufficiali provenienti dall'NKVD , la forza di polizia della Russia sovietica - che essenzialmente incolpava ebrei e lettoni responsabili di aver portato avanti ed eseguito la carestia perché molti dei nomi nella lista erano ebraici. L'Ukrainian Jewish Committee ha richiesto ai servizi segreti di rettificare la lista che incitava all'odio razziale, affinché "l'imprecisione" fosse corretta." (JTA, "Jewish Group Objects To 'Great Famine' Case," June 15, 2009)

Come se non bastasse, oltre al danno si aggiunge la beffa, in una visita di stato in Ucraina il vile criminale di guerra - il presidente israeliano Shimon Peres - disse agli ucraini di "dimenticare la storia" , dichiarandolo in un modo molto orwelliano sul giornale: "Se mi fossi chiesto su che consigli dare agli ucraini, io direi: dimenticate la storia, la storia non è affatto importante... non sarete in grado di evitare di commettere gli errori del passato, sarete solo capaci di commetterne di nuovi." (BBC World, "Il presidente di Israele avverte gli ucraini di dimenticare la storia," Novembre 25, 2010)

Sheer chutzpah! Come dicono loro in modo malevolo e ipocrita per censurare e chiudere la discussione sui loro innumerevoli crimini contro l'umanità e ordinano ai gentili solo di "dimenticare la storia" (già, la storia che non è favorevole agli ebrei) , i demoni ebrei stanno ancora - a quasi 70 anni dalla seconda guerra mondiale - conducendo una psicotica caccia alle streghe contro vecchi veterani tedeschi della seconda guerra mondiale accusati di aver commesso crimini contro gli ebrei il che, in ogni paese civile, non sarebbe mai avvenuto! (See: YnetNews, "90 Year Old Nazi Hit Man Jailed," 12/15/2011)

La lunga fila di terribili e sanguinose atrocità commesse dai marxisti ebrei nei confronti dei poveri russi (e altri popoli europei: ucraini, bielorussi, polacchi, ungheresi, ecc) è stata opportunamente stilata dall'autore Juri Lina nella sua opera monumentale "sotto il segno dello scorpione" . Uno dovrebbe approcciarsi al seguente testo a stomaco vuoto perché la mera descrizione di questi grotteschi misfatti, satanicamente ispirati, è semplicemente nauseante: "Lenin e i suoi complici non arrestavano solamente le persone. Loro eliminavano quelli che erano più attivi nella società, i pensatori indipendenti. In diverse città Lenin diede ordini di uccidere quanti più studenti era possibile. I Chekisti arrestavano ogni giovane che indossava cappelli scolastici. Loro vennero liquidati perché Lenin credeva che i futuri intellettuali russi sarebbero stati una minaccia per il regime sovietico. ((Vladimir Soloukhin, "In the Light of Day", Moscow 1992, p. 40.) Il posto degli intellettuali russi nella società fu preso dagli ebrei.

Molti studenti (ad esempio a Yaroslav) impararono in fretta a nascondere i loro cappelli studenteschi. Così, i Chekisti fermarono ogni giovane sospetto e gli controllavano i capelli per cercare il segno del cappello. Se il segno veniva trovato, il giovane veniva ucciso sul posto. L'autore Vladimir Soloukhin ha rivelato che i Chekisti erano particolarmente interessati ai ragazzi affascinanti e alle belle ragazze. Loro erano i primi a dover essere uccisi. Si credeva che ci fossero più intellettuali tra le persone attraenti. I giovani attraenti venivano uccisi come pericolo per la società. Nessun crimine così terribile come questo è mai stato descritto nella storia dell'umanità. Il terrore fu coordinato dal funzionario Chekista, Joseph Unschlicht.

Come hanno commesso gli omicidi? I Chekisti ebrei preferivano uccidere con svariati metodi di tortura. Nel suo documentario, "La Russia che abbiamo perso" , il direttore Stanislav Govorukhin ha riferito come il clero a Kherson veniva crocifisso. L'arcivescovo Andronnikov è stato torturato a Perm: gli cavarono gli occhi e gli tagliarono naso e orecchie. A Kharkov il prete Dimitri fu denudato. Quando provò a farsi il segno della croce, un Chekista gli tagliò la mano destra. Diverse fonti dicono che i Chekisti a Kharkov misero le loro vittima in fila e posero le loro mani su un tavolo tagliandole tutto intorno con un coltello per poi versarvi sopra l'acqua bollente e strappargli la pelle di dosso. Questa fu chiamata "la spinta del guanto" . In altri posti, la testa delle vittime fu messa su un'incudine e schiacciata lentamente con un martello a vapore.

Coloro che avrebbero dovuto subire la stessa punizione il giorno seguente furono obbligati a guardare. Gli occhi dei dignitari ecclesiastici venivano cavati, le loro lingue venivano tagliate e vennero infine sepolti vivi. C'erano Chekisti che erano soliti aprire lo stomaco delle loro vittime, dopodiché tiravano fuori una parte dell'intestino tenue legandolo ad un palo del telegrafo e, con una frusta, obbligavano le sfortunate vittime a correre circolarmente attorno al palo finché l'intero intestino non fosse stato srotolato e la vittima non fosse morta. Il vescovo di Voronezh fu bollito vivo in un gran pentolone, dopodiché i monaci, con i revolver puntati alle loro teste, venivano costretti a bere questa zuppa. Altri Chekisti schiacciavano le teste delle loro vittime con speciali spaccatesta, o le bucavano con degli strumenti dentistici, la parte superiore del teschio veniva scoperchiata e il più vicino nella fila veniva costretto a mangiare il cervello, la procedura si sarebbe dovuta ripetere fino alla fine della fila.

I Chekisti spesso arrestavano intere famiglie e torturavano i bambini davanti agli occhi dei genitori, e le mogli prima dei loro mariti. Mikhail Voslensky, un ex funzionario sovietico, ha descritto alcuni dei metodi cruenti usati dai Chekisti nel suo libro "Nomenklatura" / "Nomenclatura" (Stoccolma 1982 p, 321): "A Kharkov alla gente veniva fatto lo scalpo. A Voronezh, le vittime della tortura venivano poste nei barili nei quali venivano martellati dei chidi che sporgevano sul lato esterno e poi fatti rotolare. Un pentacolo (solitamente una stella a cinque punte anticamente usata nella magia) veniva impressa a fuoco sulle fronti delle vittime. A Sarystyn e a Kamishyn le mani delle vittime venivano amputate con una sega. A Poltava e a Kremenchug, le vittime venivano impalate. Ad Odessa, Venivano arrostiti vivi nei forni o fatti a pezzi. A Kiev, le vittime venivano messe nelle bare con un corpo in decomposizione e sepolte vive, solo per essere tirate fuori di nuovo dopo mezz'ora."

Lenin era insoddisfatto di queste notizie e così ordinò: "mettete più brutalità nel terrore!" Tutto ciò avvenne nelle province. Il lettore può provare a immaginare come le persone venissero giustiziate a Mosca. Il giornale giudaico-russo Yevreyskaya Tribuna dichiarò nel 24esimo numero dell'agosto del 1922 che Lenin chiese ai rabbini se erano soddisfatti delle esecuzioni particolarmente cruente. Il popolo russo ricorda con orrore i suoi boia ebrei, ognuno di loro aveva i suoi metodi per dominare i propri nemici. Ashikin a Simferopol faceva marciare le sue vittime nude difronte a lui che gli tagliava le braccia e le orecchie con la sua spada prima di cavargli personalmente gli occhi e staccargli la testa. Il capo esecutore a Nikolaiev, Bogbender, murava vive le sue vittime. Deutsch e Wichman lavoravano a Odessa. Loro affermavano di non avere affatto appetito prima di aver ammazzato almeno diverse centinaia di Goym (non ebrei). I Chekisti a Voronezh commettevano omicidi rituali. Tra le varie cose, spesso bollivano vive le loro vittime. Questo era un metodo comune per punire i Goym e gli ebrei rinnegati. Quasi tutti gli abitanti di Pyatigorsk furono sterminati. Tutte queste informazioni sono state pubblicate nel giornale russo Russkoye Vosskresenye, N. 3, 1991.

E' impossibile, per mancanza di spazio, di elencare tutti i macellai e di descrivere i loro crimini. Ne menzionerò solamente alcuni. Nel corso di un solo anno di potere, i bolscevichi sterminarono oltre 320.000 uomini di chiesa (Molodaya Gvardiya, N. 6, 1989). Un numero complessivo di 10.180.000 "nemici di classe" furono uccisi tra il 1918 e il 1920. Altri 15 milioni di persone morirono durante la guerra civile. Durante la carestia del 1921-22, altre 5.053.000 persone morirono. I bolscevichi, capeggiati da Lenin, riuscirono ad eliminare oltre 30 milioni di persone durante i loro primi 4 anni al potere. Nel 1917, 143.5 milioni vivevano nella parte della Russia imperiale, che in seguito divenne la Russia sovietica. La Russia perse più del 20 percento della sua popolazione fino 1922. Vivevano lì solo 131 milioni nel 1923. E' stato calcolato che la popolazione russa, in circostanze normali, sarebbe dovuta aumentare a 343 milioni alla metà degli anni 50, sarebbe successo, se gli eventi fossero continuati come erano cominciati durante l'era zarista. 165 milioni di persone sono scomparse, chi nell'occidente piange per loro? C'erano rimasti 178 milioni. Kaganovich e i suoi compari portarono avanti questo genocidio con l'introduzione di una tassa di confisca per i contadini che erano rimasti dopo lo sterminio dei "kulaki".

Nel mentre, lui inviò bande di fanatici per aumentare le ronde di sorveglianza, soprattutto in Ucraina, dove i confini alle altre repubbliche sovietiche erano stati chiusi. Gli attivisti politici portarono via ogni spiga di grano e ogni uovo, ogni vegetale e ogni frutto di produzione delle fattorie. Convogli di camion portarono via tutto il cibo. Ogni pezzo di pane che sarebbe dovuto essere portato agli affamati fu confiscato al confine. Ogni ucraino che poteva essere sospettato di una minima cosa, spesso inventata, di aver tentato di smorzare l'impatto della carestia o di nascondere del cibo alle autorità, veniva fucilato o inviato nei campi di concentramento. (Robert Conquest, "The Harvest of Sorrow: Soviet Collektivization and the Terror-Famine", Alberta, 1986.)

Ogni mattina, i vagoni dei treni dovevano trasportare i morti presenti in Ucraina e nella Russia meridionale. I cadaveri riempivano le strade anche in Asia centrale. Il cannibalismo divenne comune nell'Ucraina del 1934. Diverse fonti mostrano che la carestia porto all'eccidio di quattro orfanotrofi, le carni dei bambini furono vendute in seguito. L'uccisione sistematica di grandi numeri di bambini cominciò agli inizi del 1934. Dopo tutto costavano soldi a Mosca... gli omicidi venivano eseguiti nei sotterranei delle prigioni della Lubyanka, della Butyrka e del Lefortovo. Stalin e Kaganovich cremavano le loro vittime più famose di notte, in seguito le loro ceneri venivano disperse e messe in una fossa comune nel cimitero di Donskoye. Questo sembrava il modo più sicuro di completare l'eliminazione totale delle loro vittime più importanti. A differenza degli inizi tutti quelli che furono uccisi nelle prigioni di Mosca negli anni 30, negli anni 40 e agli inizi degli anni 50, venivano cremati. Molti di loro venivano gettati nelle varie fosse comuni a Mosca. Una di queste sconosciute fosse comuni fu ritrovata nel cimitero di Kalitinsky nella parte meridionale di Mosca. L'NKVD le usava per contenere i corpi per molti anni durante gli anni 30. Le fosse venivano coperte alle 5 di sera, ogni santo giorno per sette anni tra il 1934 e il 1941.

Arrivavano da lontano e si avvicinavano ad una fossa, ci giravano intorno e la riempivano fino in fondo. I camion erano verniciati di blu e verde e non avevano i finestrini ai lati. Al loro posto, c'erano grandi scritte laterali che annunciavano SALSICCE o CARNE e qualche volta TORTE. Quando il mezzo aveva girato il retro verso il bordo del burrone si fermava, un'anta del retro veniva aperta e due ufficiali che indossavano le uniformi del NKVD con stivali, grembiuli neri e giallo oro e lunghi guanti in gomma, prendevano i cadaveri per le teste e le gambe e infine li gettavano giù nella fossa. Altri due soldati aspettavano sotto con le pale e gettavano un po' di terra sui corpi. I cadaveri erano sempre nudi. Avevano sempre dei fori di proiettile in testa; un piccolo foro d'entrata sulla nuca e un grosso foro d'uscita sulla fronte. Erano stati sparati alle spalle. Gli esecutori avevano un'illimitata scorta di alcool. Spesso erano ubriachi, qualche volta estremamente.

Il KGB ha ammesso nel luglio del 1990 che c'erano fosse comuni anche nei cimiteri di Donskoye e Vagankovskoye a Mosca. Un grosso sito di esecuzioni è stato ritrovato ora a Kuropaty, a sei miglia da Minsk, la capitale della Bielorussia. Lì sono state uccise almeno 102.000 persone, incluse molte donne. Ricerche hanno rilevato che le esecuzioni iniziavano al pomeriggio e finivano di notte. Gli esecutori indossavano le uniformi del NKVD. Il ricercatore Mikolai Karpovich vide come la gente viniva ammassata in una fossa comune. Erano bendati e imbavagliati. I boia, per risparmiare proiettili, spesso provavano a colpire due persone con un sol colpo. Le esecuzioni venivano eseguite ogni giorno tra il 1937 e il giugno del 1941.

Le persone che vivevano vicino alla foresta di Kuropaty potevano sentire il rumore degli spari e le grida dei prigionieri che imploravano per le loro vite. C'erano almeno altri cinque luoghi d'esecuzione come quello nei dintorni di Minsk, dove i macellai lavoravano a turni. Uomini con le uniformi del NKVD erano soliti partecipare alla danza nel villaggio di Kuropaty intorno alle 11 di sera di sabato. (Expressen, 18th of October 1988.)

Successivamente sono state aperte circa cinquanta fosse comuni. I prigionieri che venivano portati a Kuropaty durante l'inverno e venivano costretti ad uscire dai compartimenti col freddo rigido e lì venivano bagnati con l'acqua gelata per poi tornare di nuovo nei trasporti. Non molti sopravvivevano al mattino seguente. Le teste venivano staccate dai corpi assiderati. I superstiti venivano uccisi in cima alle fosse comuni dove venivano gettati.

La televisione di Mosca dichiarò il 12 settembre del 1989 che quasi 300.000 vittime sono state trovate in una miniera d'oro abbandonata vicino Chelyabinsk. Questa era la fossa comune più grande. I comunisti hanno uccisero 250.000 "nemici del popolo" nella foresta di Bykovnya vicino Kiev tra il 1937 e il 1941. Molti venivano sparati alla nuca, ma alcuni sono stati avvelenati col gas. (Dagens Nyheter, 25 marzo 1989)

Quel posto era stato precedentemente chiamato la tomba delle vittime del fascismo. Si supponeva che i corpi di molti ebrei dovessero essere stati nascosti lì, ma questa bugia fu smascherata dopo la caduta del comunismo.

Dal 1943 i Chekisti riuscirono a radunare due milioni di bambini all'anno. Beria divenne un boia terrificante durante la seconda guerra mondiale, perché era riuscito a far passare i suoi crimini come opera dei nazisti. Lui catturò quasi 20 milioni di persone e li mandò in campi di concentramento. Secondo le ultime stime, l'unione sovietica ha perso almeno 32 milioni, possibilmente 45 milioni, di cittadini durante la seconda guerra mondiale. Lo storico Nikolai Tolstoy afferma che molti di loro (presumibilmente 20 milioni) fossero stati uccisi su ordine di Lavrenti Beria. Tutti questi morti sono stati attribuiti ai tedeschi.

Stalin, Kaganovich e Beria giustizziarono 25.700 cittadini polacchi nell'aprile del 1940. L'omicidio di più di 4000 ufficiali polacchi (inclusi alcuni in parte ebrei ) a Katyn fu scoperto dai tedeschi. E' stato Ivan Krivozhertsev ad informare i tedeschi riguardo alla fossa comune nella foresta di Katyn. Nessuno volle ascoltare le affermazioni dei nazisti che quella era stata opera dei bolscevichi, dal momento che l'Unione Sovietica aveva accusato i tedeschi.

Massacro comunista nella foresta di Katyn

E' stato solo nel 14 di ottobre del 1992 che una copia della decisione firmata da Stalin e approvata da Molotov, Kaganovich, Kalinin e altri, è stata inviata al presidente polacco Lech Walesa dal governo russo. Non era poi così strano che i Chekisti ebrei abbiano giustiziato anche ufficiali ebrei (inclusi Abram Engel, Samuel Rosen, Isaak Gutman, Isaak Feinkel e altri) che servirono nell'esercito polacco. Loro venivano trattati come traditori!

Il presidente degli Stati Uniti d'America, Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro inglese, Anthony Eden, proibirono ogni pubblicità riguardo questo eccidio.

Roosevelt asserì ufficialmente che gli eventi di Katyn furono un complotto tedesco. Winston Churchill avvertì il suo primo ministro: "l'intera faccenda deve essere insabbiata!" Allo stesso tempo assicurò a Stalin che avrebbe fatto ogni cosa in suo potere per mettere a tacere i giornali di polacchi esiliati a Londra. La voce dell'America non fu mai, nemmeno negli anni 70, messa in condizione di rivelare che furono i bolscevichi ad uccidere i soldati polacchi. Hans Holzapfel, il capo ebraico della sezione europea, era responsabile della censura.

Solo ora si è saputo cosa è successo esattamente. Gli omicidi di massa iniziarono nell'aprile del 1940. Gli ufficiali polacchi che indossavano le uniformi invernali, furono portati a piccoli gruppi - dalle 30 alle 40 - di persone alla volta al sito d'esecuzione. Dopodiché gli sparavano alla nuca, mentre erano ancora in piedi ai bordi della fossa comune.

Il NKVD continuò a lavorare ogni giorno per quasi sei settimane. Fu ritrovato un totale di 4.143 corpi di ufficiali. Secondo i documenti, 4.421 persone furono uccise alla foresta di Katyn. Tutti i corpi identificati provavano di essere ex prigionieri di Kozielsk. I prigionieri che furono incarcerati nei campi di Starobielsk (vicino Kharkov) e a Ostashkov (vicino Kalinin) furono uccisi altrove. Gli ultimi ammontavano a 10.131 persone (3.820 + 6.311).

Altri 7.305 cittadini polacchi furono uccisi in Bielorussia e in Ucraina. I documenti pertinenti erano segnati: "Non deve mai essere aperto!"

Kaganovich fondò campi per schiavi, dove i reclusi lavoravano in catene. Tra i più importanti comandanti ebrei dei campi (Aaron Soltz, Naftali Frenkel - un ebreo turco -, Yakov Berman, Sergei Zhuk, Yakov Rapoport, Nakhimson, Yakov Moroz, Abramson, Pliner, Matvei Berman, Samuil Kogan, Samuil Firin, Biskon, Finkelstein, Serpukhovsky), Lazar Kogan fu ritenuto inefficiente. Fu giustiziato nel 1938 e rimpiazzato con un altro ebreo."

Come ci ha definitivamente mostrato Juri lina, durante il terribile e devastato periodo della guerra tra il 1939 e il 1945 i macellai sovietici Stalin, Kaganovich e Beria, hanno coperto continuamente i loro colossali crimini di guerra, incolpando i nazisti. Agendo con una propaganda pubblicitaria de facto pro bolscevica, la stampa controllata dagli ebrei nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti ha avuto facilmente modo di incolpare i nazisti delle malefatte dei comunisti ebrei.

Nel suo libro del 1982 "La guerra segreta di Stalin," lo storico russo Nikolai Tolstoy smaschera come frode la versione dei fatti ufficiale sovietica, promossa massivamente anche dai media occidentali, che 20 milioni di cittadini sovietici furono uccisi dalle forze dell'asse durante la seconda guerra mondiale. Tolstoy dimostra che molti tra questi 20 milioni erano in realtà vittime del regime sovietico! Tutti questi morti furono falsamente attribuiti ai nazisti.(See: Charles Lutton's review of "Stalin's Secret War") Lo storico russo Anton Antonov-Ovseyenko stima, in "L'epoca di Stalin - ritratto di una tirannia," che i dominatori sovietici uccisero più di ottanta milioni della loro stessa gente pur di mantenere il potere!

Mentre la propaganda sionista del mito dell'olocausto è tuttora immacolata, nonostante siano passate quattro decadi. Ebrei influenti hanno confessato che i "5,000,000 di non ebrei" che si suppone siano stati uccisi nel cosiddetto "olocausto" sia totalmente un falso - un'invenzione dell'ebreo bugiardo patologico, Simon Wiesenthal.

I Sionisti Deborah Lipstadt, Peter Novick e Yehuda Bauer - tre eminenti promotori dell'olocausto ufficiale che viene promosso e bugiardi consapevoli - hanno tutti denunciato la bugia fraudolenta di Wiesenthal sugli immaginari "cinque milioni di non ebrei" vittime dei nazisti accusandolo di usare la cosa come strategia di marketing per attirare l'interesse dei non ebrei sull'olocausto. Se gli ebrei sono capaci di inventarsi cinque milioni di Gentili morti e attribuirli ai nazisti, quanti morti ebrei pensate sarebbero capaci di fabbricare?

Di sicuro gente che ha familiarità con la ricerca revisionista ha già capito che non più di 200.000 ebrei sono morti nei campi di concentramento. E nessuna di queste morti è avvenuta nelle camere a gas ( e nemmeno per elettroesecuzione, vaporizzazione, o in nessuna delle montagne di oltraggiose bugie della propaganda ), ma molti sono morti per cause naturali - di fame e malattie - soprattutto a causa della politica disumana degli alleati di bombardare le infrastrutture tedesche che causò un'interruzione dei rifornimenti di cibo, medicine ed altri aiuti ai campi (See: VHO, CODOH, IHR, Holocaust Denial Videos, The "Six Million" Myth, Winston Smith Ministry of Truth).

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